Blind since birth, accessibility expert, WordPress blogger and Fediverse ambassador, inclusive designer, HIV awareness advocate. #accessibility #blind #WordPress #accessibility #hiv #fediverse #advocacy #activitypub #StopStigma #UEqualsU

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  • @cybersecurity @informatica Arriva a pisello questo post, perciò mi viene la domanda. Il referrer è un dato sensibile preso senza consenso? Perché a volte, quando fai una web app, non sempre hai tutte le conoscenze burocratiche del caso. Perciò (anche in buona fede) usi delle informazioni che invece non avresti diritto di usare.
    Io per prima, mi sono trovata a suggerire il compromesso di controllare l’uso di screen reader su smartphone (voiceover o talkback) per evitare dei conflitti con chi si occupava di aspetto visivo. Dei raffazzonamenti che risolvevano delle urgenze ma, praticamente, dicevi all’app di controllare se sei cieco o no. Come se al dev dovesse interessare…
    Roba di 15 anni fa, che ora ho messo nella lista delle worst practice salvo emergenze imponderabili.
    Ma il referrer? Cioè dire al sito che si comporti in modo differente a seconda di quale sia la fonte da cui arriva il click?
    Dire a uno “considera di iscriverti sul fediverso” se arriva da Facebook o altri social commerciali, è un utilizzo non consensuale di dati sensibili? Non credo, perché i referenti sono visibili anche nei plugin di statistica. Ma insomma…




  • @mau @aitech Mi capita di usare gemini per estrarre informazioni da documenti pieni di screenshot; e quando mi risponde con “hai ragione, scusa, capisco la frustrazione” mi viene sempre da dire “ma quanti porco leone di bit stai sprecando per un complimento inutile!”
    Comunque è vero e pericoloso: in un mondo pronto a giudicarti sempre di più su quello che fai, questo affare che funziona da volpe quando loda il corvo, ha successo. Da quando raccontavano della volpe e il corvo in metafora, sono passati millenni e siamo ancora qua a discuterne.



  • @informapirata @aitech @G3rt Guarda, con questa tecnologia si sta vivendo la stessa cosa che un decennio fa, si viveva col famigerato IoT (Internet of Things). Io sono stata la prima a promuoverlo perché allora, era una buona soluzione contro le barriere sensoriali fatte da un mondo che non calcola ciechi, sordi e quant’altro, in fase di progettazione.
    L’AI sta facendo la stessa cosa. Io sono la prima a dire che certi problemi li può risolvere, tipo darmi delle istruzioni informatiche disponibili in modo chiaro solo tramite screenshot o video non verbale. Ma se tu mi metti questa tecnologia sul frigo, sulla doccia, sullo spazzolino da denti, se me la imponi mi stai dicendo “io di te faccio quello che voglio”. “Tu sei un prodotto in vendita, mentre ti do le comodità io ti schedo poi i dati li vendo a chi mi pare”.











  • @giacomo @informapirata @antoneej @fediverso Caratteristiche delle piattaforme commerciali, incompatibili col fediverso?
    Innanzitutto, il discorso “verifica dell’età” su cui i politici di mezzo mondo si sono fissati, malgrado da più fronti vengano contestate queste regole per varie ragioni. Non mi metto a discuterne se no non finisco più. Ma se si mettono d’impegno, possono decidere di oscurare qualunque realtà che non si adegui “o mi fai entrare con la carta elettronica o chiudi”…
    Cosa dici? l’istanza “la mona de la marcona .com” tenuta dal sior Piero su un yunohost che gira sullo sputo, pensi si possa permettere di metterci i lucchetti per mostrare il davanzale della sua signora in cam su owncast?
    E qui viene il secondo problema: come la monetizza? Su liberapay? Il suo pubblico ti dirà “ma come, devo registrarmi a un altro sito per pagare la tua signora!” Meglio andare su onlyfans a 'sto punto!
    Stessa roba vale per youtube e simili.
    Poi mettiamoci anche il discorso follower: OK non valgono più come valevano anni fa, bastavano 20 euro e te li compravi. Ma uno che ha bisogno dei grandi numeri, ha tempo di far aumentare la propria rete in modo davvero organico secondo te? Poi certo, è sbagliato il loro metodo, perché non è reale. Non è umano. Però il mercato si basa su questo, nostro malgrado.


  • @costafrancesco94 @informapirata @antoneej @fediverso Credo che 'sta faccenda del ridere, sia qualcosa che arriverà nel fediverso; questione di tempo. Chi è venuto qui per ora, è arrivato per fare networking non per le stupidaggini. Quelle le fai e dici solo se hai una buona rete.

    Detto questo, io ho notato una contraddizione tremenda lato privacy.
    Da attivista HIV, sui social chiusi avevo contatto con un fracco di positivi anonimi coi profili blindati, nome finto, foto assente o simbolica.
    Pazienza se poi tra le “persone che potresti conoscere” mi comparivano infermieri e medici dei reparti infettivi vari, solo perché questi “anonimi” ce li avevano nella rubrica del telefono. E avevano risposto “ok” a “vuoi consentire a facebook di leggere i tuoi contatti, le tue foto”…
    Avevano paura di parlare di HIV in pubblico ma poi volendo, poteva ricattarli chiunque per quello che mandavano in giro.
    E dopo? Quando gli ho parlato del fediverso, “no ma in questi posti è tutto pubblico, ci può seguire via rss chiunque! Non possiamo più parlare liberi”.
    Sì ma sul fediverso sei John Doe con l’accaivvù volendo, e NESSUNO spia la tua posizione quando esci dall’aidiessologo con la borsetta dei farmaci.