

se non c’è nessuno che te lo paga, non si inizia. Prova tu a raccogliere soldi in italia (sia lato burocratico, sia lato “chi te li da”). Sviluppatori open italiani importanti ci sono, ma contribuiscono a progetti esteri.
Eppure non sarebbe neanche troppo difficile: “sgravi fiscali e/o contributi statali o europei [qualcuno ha detto PNRR] ma solo se sviluppi software Open Source”.
Fine.
Il punto, temo, è che alla base manca la cultura per capirne il valore, e questa assenza di cultura è poi quella che fa dire al mega-manager “mi metto con Micro$oft, così non mi lascerà mai a piedi, e poi a conti fatti costa anche meno, non devo avere sviluppatori in casa”.
Ho conosciuto dirigenti che in cambio di un costo fisso e certo, imputabile alle passività (=servizi) sarebbero capaci di ipotecare persino la madre.
In sostanza, il FOSS viene percepito con zero valore e il software proprietario la soluzione a qualsiasi cosa, poco importa se non è nemmeno del nostro continente.
Finche non ribaltiamo questa frittata mentale, vedo poco futuro.












No, ma dai!
Non sembrava assolutamente prima del discorso!