Tutto senza chiedere consensi ai genitori. Solo così il Paese cresce anche se più lentamente di quanto sarebbe auspicabile e non sempre bene.
Riforme spesso niente di più che “pisciatine” di Ministri che ambiscono lasciare il segno sull’“albero” Ministeriale. Ma quando loro passano resta la puzza.
Alcune riforme sono state anche molto combattute da noi docenti, vedi la Riforma Gelmini e la cosiddetta Buona Scuola di Renzi.
Anche per l’introduzione dell’Educazione Civica, spalmata tra le varie discipline e con titolarità di insegnamento, o l’introduzione dell’ora di Approfondimento per recuperare i tagli di Gelmini su Italiano alle Medie, non è stato richiesto nessun consenso informato. L’attivazione dell’ora alternativa all’IRC (Insegnamento della Religione Cattolica), obbligo per le istituzioni scolastiche (Legge 121/1985) non ha richiesto nessun consenso informato, ma imponendo nello stesso tempo la dichiarazione del genitore all’atto dell’iscrizione del “non si avvale”, ovvero non frequenta le ore di Religione cattolica e la scelta eventuale, non obbligatoria, di frequentare Alternativa.
Pensate se avessero chiesto il consenso ai genitori contadini quando è diventato legge l’obbligo scolastico! Moltissimi avrebbero tenuto i figlioli a lavorare nei campi, avevano bisogno anche delle loro piccole braccia per i lavori nei campi.
Insomma il consenso informato avrebbe frenato irrimediabilmente la trasformazione della scuola e con essa del Paese. Così come lo fanno le molte leggi sbagliate, spesso niente di più che “pisciatine” di Ministri che ambiscono lasciare il segno sull’“albero” Ministeriale. Ma quando loro passano resta la puzza.
La storia della scuola italiana tra riforme più o meno utili a centralizzare, democratizzare e infine modernizzare il sistema.
Dal 1859 al 2024, abbiamo assistito al passaggio da un sistema elitario ad un modello di autonomia e digitalizzazione, fino al recente modello di filiera tecnologico-professionale.
Le Tappe Fondamentali (1859 - 2000)
Legge Casati (1859): Considerata l’architrave del sistema scolastico italiano, istituita nel Regno di Sardegna ed estesa all’Italia unita. Diede il via all’istruzione elementare gratuita, biennale e gestita dai comuni, sebbene il sistema fosse rigidamente diviso tra percorso classico (per la classe dirigente) e professionale.
Legge Coppino (1877): Portò l’obbligo scolastico a 5 anni (dai 6 agli 9 anni di età) e introdusse sanzioni per l’evasione scolastica, nel tentativo di arginare l’analfabetismo.
Riforma Gentile (1923): Ideata dall’omonimo filosofo durante il fascismo, istituì il valore legale dei titoli di studio, un rigido sistema di esami di Stato e conferì grande prestigio ai Licei, separandoli nettamente dagli istituti tecnici. L’obbligo fu innalzato a 14 anni.
Scuola Media Unica (1962): Una conquista sociale fondamentale: abolì le scuole di avviamento professionale, creando una scuola media inferiore, unica, triennale e uguale per tutti, estendendo l’obbligo fino a 14 anni.
Istituzione del Tempo Pieno (1971): Introdotto dalla Legge 820/1971, ha trasformato la scuola elementare, ampliando l’offerta formativa e introducendo il modello a compresenza di docenti.
Autonomia Scolastica (1997 - 1999): Con la Legge Bassanini e il successivo DPR 275/1999, le scuole sono diventate enti dotati di personalità giuridica, autonomia organizzativa, didattica e di ricerca.
Le Riforme Contemporanee (2000 - 2024)
Riforma Moratti (2003): Sostituì il ciclo elementare e medio con un unico primo ciclo di 8 anni e un secondo ciclo articolato in licei e istruzione/formazione professionale.
Riforma Gelmini (2008 - 2009): Ha riorganizzato la scuola secondaria superiore (ridefinendo gli indirizzi di licei, istituti tecnici e professionali) e ha reintrodotto il voto in condotta e la valutazione decimale.
La Buona Scuola (Legge 107/2015): Ha introdotto l’organico di potenziamento, il bonus premiale per i docenti, l’alternanza scuola-lavoro obbligatoria e il Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD).
Riforme 2023 - 2024 (PNRR): Hanno introdotto nuove figure come il docente tutor e le ore dedicate all’orientamento. È stato inoltre varato il nuovo modello della filiera formativa tecnologico-professionale (con il percorso 4+2) e sono state riviste le regole sulla valutazione del comportamento (voto in condotta).
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